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Nella seconda metà dell’Ottocento, Trapani attraversò un momento di grande fioritura economica. Grazie ad una certa laboriosità e a uno spirito dinamico ed efficiente abbastanza diffusi, si era venuto a formare in città un articolato tessuto economico.

Per un lungo periodo, le industrie del sale, del tonno, del vino, della macinazione del grano, dei cantieri navali, assicurarono alla popolazione un diffuso benessere. In un contesto economico così florido, non era stata trascurata l’area culturale. Lo stesso Comune aveva attivato scuole primarie e secondarie, urbane e rurali, lottando l’analfabetismo e infondendo nei giovani l’amore per il sapere. Fu in questo contesto che sorse l’Istituto Tecnico.

L’atto deliberativo per la sua nascita risale al 15 novembre 1868 e, in esso, il Consiglio comunale di Trapani assumeva a carico del bilancio le spese dei locali, dell’arredamento, del materiale scientifico e del personale di servizio.

Le attività scolastiche ebbero inizio il 31 agosto del 1870 e si articolarono in due sezioni: “Agrimensura” e “Commercio e amministrazione”. Due anni dopo, fu istituita una terza sezione di “Fisico-Matematica”. L’Istituto fu intitolato a «Salvatore Calvino», figura emblematica del Risorgimento siciliano e deputato al parlamento nazionale di Torino. L’Istituto nasceva come Politecnico e, con Regio Decreto n. 5006 del 31 agosto 1887, l’Istituto “Salvatore Calvino” fu statalizzato.

L’Istituto operò in connessione con le esigenze del mercato del lavoro. Lo dimostra il fatto che già, nei primissimi anni del Novecento, furono create le sezioni di “Applicazioni Commerciali ed agricole locali”, successivamente trasformate in “Corsi complementari con applicazione ai commerci ed alle industrie locali”, la sezione “Industriale elettronica, la sezione Industrie Enologiche e quella Industrie Agricole. Nell’Istituto, si impartivano insegnamenti che poi divennero competenza del Liceo Scientifico, dell’Istituto tecnico Geometra, e dell’Istituto tecnico Industriale. Infatti, nel 1912, con R.D. n. 1188, furono soppresse tre sezioni speciali e i corsi complementari, mentre, con la Riforma Gentile, la sezione tecnico scientifica fu assegnata al Liceo Scientifico «Fardella», mentre l’Istituto mantenne le due sezioni Ragionieri (ex Commercio e Ragioneria) e Geometri (ex Agrimensura).

Nel suo primo sessantennio di attività, l’Istituto trovò ospitalità nell’ex Convento dei Gesuiti, in corso Vittorio Emanuele. Nell’anno scolastico 1931-32, si trasferì, invece, nel palazzo appositamente costruito dall’Amministrazione provinciale, nella via San Michele (area dell’ex monastero di Santa Elisabetta). Subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, il complesso scolastico fu ampliato con l’ala di Corso Italia. Negli Anni ’60, anche la sezione per Geometri fu scissa dalla sezione per Ragionieri per diventare un altro Istituto scolastico della città.

Sull’altro fronte, dopo avere vissuto un ciclo di vita autonoma, nell’anno 2000, secondo il piano di dimensionamento della rete scolastica della provincia di Trapani, gli istituti ITG «Giovanni Biagio Amico» e IPSIA «Calogero Monteleone» sono stati accorpati, mantenendo ciascuno la propria sede, ma diventando I.I.S.S. «Giovanni Biagio Amico».

Nell’anno scolastico 2010/11, per effetto della riforma degli istituti tecnici e degli istituti professionali, i tre istituti lanciavano i nuovi ordinamenti. Così, l’Istituto Tecnico Commerciale confluiva nell’Istituto Tecnico Economico, indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing; l’Istituto Tecnico per Geometri confluiva nell’Istituto Tecnico Tecnologico, indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”, mentre l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato manteneva la stessa denominazione, con l’indirizzo“Manutenzione e assistenza tecnica”. Nell’anno scolastico 2012/13, l’Istituto tecnico Economico “S. Calvino” avviava l’articolazione S.I.A. (Sistemi Informativi Aziendali), mentre, nell’anno scolastico 2013/2014, nasceva “Grafica e Comunicazione” presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “G.B. Amico”.

Oggi, i tre istituti, a seguito del Decreto dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale n._8/GAB del 5 marzo 2013, si presentano al territorio come unico interlocutore in grado di offrire un’articolata e ricca offerta formativa. In parte diversi tra loro per storia e tradizione, ma accomunati da un’unica mission, i tre istituti rappresentano oggi un polo tecnico e professionale di significativo rilievo culturale, grazie anche alla sinergia con la quale le diverse componenti della nuova comunità scolastica hanno saputo integrare e arricchire le loro rispettive esperienze personali e professionali.

La nostra istituzione scolastica è la sintesi dell’associazione/aggregazione di tre diversi istituti: l’Istituto Tecnico Economico “Salvatore Calvino”, l’Istituto Tecnico Tecnologico “Giovanni Biagio Amico”, l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Calogero Monteleone” e il serale di quest’ultimo.

Nato nell’anno scolastico 2013/2014, infatti, l’Istituto di Istruzione Superiore “Calvino-Amico” rappresenta una organizzazione sistemica (che coinvolge tutte le componenti della comunità) di alto profilo didattico-formativo, in grado di fornire sviluppo sostenibile al territorio.

E se è vero che i giovani oggi devono fare i conti con le incertezze e i timori propri di una società complessa e “liquida” allo stesso tempo, da noi il futuro prende forma. Con i suoi tre istituti – Istituto Tecnico Economico “Calvino” (già Istituto tecnico Commerciale), Istituto Tecnico Tecnologico “Amico” (già Istituto tecnico per Geometri) e Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Monteleone” – la nostra scuola valorizza la cultura dei mestieri, delle professioni e del lavoro tecnico, quali risorse indispensabili del tessuto sociale, culturale ed economico in cui opera, agganciando la filiera produttiva a quella formativa, anche grazie ai progetti di collaborazione con aziende, ordini professionali, altri enti pubblici e privati.

E se i due Istituti Tecnici, ognuno per il proprio settore, offrono una solida base culturale di carattere scientifico e tecnologico utile ad un più rapido inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni, l’Istituto Professionale offre una cultura di filiera, caratterizzata da una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale in linea con le esigenze del mondo del lavoro, senza per questo togliere agli studenti la possibilità di proseguire gli studi sia nell’area della specializzazione post-diploma sia a livello universitario. Il diploma di tutti e tre gli istituti consente, infatti, la prosecuzione degli studi sia in tutte le facoltà universitarie sia nei corsi ITS, IFTS, di Specializzazione post-diploma, ecc.

Tralasciando, in questa sede, l’approfondimento delle distinte offerte formative dei tre istituti che potrete trovare nelle tre diverse sezioni dedicate ad ogni istituto, preme adesso rivolgere una particolare attenzione ad una specificità del nostro tempo. E’ un dato che la disoccupazione giovanile ha raggiunto oggi livelli senza precedenti, ma è anche vero che le imprese fanno fatica a reperire sul mercato del lavoro figure professionali con un forte profilo tecnico e professionale. Oggi, l’Istruzione tecnica e professionale non è più quell’Istruzione residuale che, in passato, ha dovuto cedere il passo ad altri canali formativi. Oggi, ancor più che in passato, la realtà produttiva del nostro Paese ha bisogno di cultura tecnica e professionale di alto livello che contribuisca a rilanciare competitività nella società della Conoscenza.

E il “Calvino-Amico”, pur essendo una scuola fortemente radicata nella tradizione socio-culturale del territorio, si pregia oggi di rappresentare un punto di forza del contesto, anche di quello proiettato nel villaggio globale.

Con i suoi progetti “internazionali” e “internazionalizzanti”, infatti, il nostro istituto fa del locale una risorsa da valorizzare, integrare e arricchire con le migliori pratiche del know how internazionale, divenendo una delle espressioni concrete del modello glocale teorizzato dal sociologo Zygmunt Bauman per adeguare le spinte della globalizzazione alle realtà locali e viceversa.

La centralità dello studente fa della nostra scuola una comunità educante, articolata ed eterogenea per competenze e professionalità, che opera a partire dei bisogni locali, ma con l’obiettivo di inserire il patrimonio umano, sociale ed economico del territorio nel villaggio globale.

 

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